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La sorella del mio migliore amico
Inviato da anonimo


Mi chiamo Marcello e ho diciotto anni. Vivo a Napoli e frequento l’ultimo anno dell’istituto alberghiero. Mi hanno sempre considerato un bel ragazzo: occhi, capelli e pelle scuri, spalle larghe e vita stretta e facendo palestra e calcio ho i muscoli abbastanza definiti, mi considerano un latin lover, sotto è un po’ vero. Il mio punto forte è il sedere che delle volte anche delle donne mature e i miei compagni me l’hanno palpeggiato, ma non è dei miei amici finocchi che voglio parlare, ma di quello che mi successe realmente, e che ringrazio ancora il signore per averla fatta succedere, con la sorella del mio migliore amico, Valentina. Vale ha sedici anni ed è la musa ispiratrice delle mie seghe: ha un viso angelico, capelli castani ricci e occhi verdi, la pelle è di un color miele bellissimo, ma le cose che mi fanno impazzire di lei sono tre: le labbra carnose, non troppo né troppo poco, rosate e quasi sempre con un po’ di lucidalabbra, il seno enorme, una quinta esagerata, che per una della sua età non è normale, però lei nell’età dello sviluppo era obesa e ora che è dimagrita ne è rimasto tutto quel ben di dio ed infine il sedere, con un filo di cellulite, ma comunque generoso ed alto,siccome che fa ginnastica, mi fa andare in tilt comunque. Voglio raccontarvi di quando me la feci. Un giorno dovevo andare a studiare appunto a casa sua con il fratello, solo che mi anticipai un po’ e Gennaro non era ancora tornato dall’allenamento di calcetto, così, essendo comunque sei anni che frequento quella casa, Vale mi fece entrare senza problemi, chiamò il fratello al cellulare e sentivo che diceva “Oè?!Ah?..Ah!..Ok, a dopo!” e poi quella magnifica frase:
? Mio fratello tarderà di un paio d’ore.
Quella fu la frase che suscitò in me mille pensieri, lei mi disse ancora:
? Vabè, dammi la giacca che la poso e poi torno a farti compagnia, ti va una Coca e qualche patatina?v Avrei voluto rispondere “l’unica patatina che voglio è la tua”, ma tuttavia il mio cervello riuscì a cacciare un “Sì, grazie” piuttosto normale. Mi sedetti sul divano e poggiai lo zaino ai miei piedi e la vedevo armeggiare in cucina con una scodella e delle lattine di Coca, quando ritornò da me, un tovagliolo le cadde a terra e così, piegandosi nel prenderlo, mi fece scorgere nella scollatura per due secondi o poco più, l’effetto vedo-non vedo è sempre stato interessante per me e ovviamente non fu da meno soprattutto in quel momento. Sedutasi vicino a me, mi porse la lattina ghiacciata con un sorriso che le ricambiai, per mia sfortuna, le patatine nella scodella erano Fonzies, quindi lei dopo averne mangiate un paio, si leccava le dita, mamma mia, cercavo di restare il più calmo possibile, ma a quanto sembrava lei lo faceva con gusto e forse con un pizzico di malizia, iniziammo a chiacchierare del più e del meno poi lei:
? Ce l’hai la ragazza?
? No, in realtà no. E tu?
? Nemmeno. Sesso occasionale. E tu?
? Anche. – poi la fatidica domanda.v ? Da quanto non scopi?
? Non sono cose che dovresti sapere …
? Dai! Quanto la fai lunga! Te lo dico prima io allora?
? Come ti pare.
? Io da due mesi.
? Ti piacerebbe! Secondo me non hai nemmeno mai baciato!
? Sì invece! Vuoi vedere?
Annuii e lei grazie a dio non si ritirò: mi salì a cavalcioni addosso e mentre mi toccava il caro amico già in posizione d’attacco, mi diede un bacio alla francese, moto brava in effetti, poi per istigarla ancora di più, quando finì disse:
? Visto?
? Eh già, sono bravi tutti così …
Lei mi guardò con aria di sfida e si mise in ginocchio davanti a me fissandomi negli occhi e poi cominciò a sbottonarmi i pantaloni, io la lasciavo fare finche non si trovò davanti ad un affare di 26 cm e anche abbastanza largo, alzò gli occhi e non disse nulla, iniziò però a baciarlo dolcemente e a passarci la lingua sopra mentre con la mano iniziò ad aumentare il ritmo e di conseguenza il mio piacere, quando vide che ero abbastanza posseduto dal piacere, si fermò, mettendo tutto al suo posto e lasciandomi stupito, poi aggiunse:
? Mi fa male il collo, mi faresti un massaggio?
Ora il messaggio era chiaro, mi desiderava, ma voleva che fossi io a fare la prima mossa, così la feci girare e le spostai i capelli, il mio sguardo scese sulla sua schiena … e su dove finiva: in un perizoma nero con un paio di labbra rosse cucite sopra, lei mi guardò maliziosa con la coda dell’occhio e sporgendo un po’ il busto in avanti mi fece guardare anche nella camicia che era un po’ aperta, dopo un paio di minuti che le massaggiavo il collo, provai a baciarglielo e infatti era proprio quello che voleva lei, se lo fece baciare per qualche minuto, poi la girai versi di me e la misi a cavalcioni su di me, la strinsi per bene in modo da farle sentire che succedeva nei miei pantaloni e le piazzai tutte due le mani sul culo e la faccia fra le tette che lei liberò della camicia, indossava un reggiseno uguale al perizoma, ironico le domandai:
? Ma tu a scuola così vai conciata?
? Sesso occasionale …
Mi rispose sorridendo mentre mi sbottonava il jeans e faceva lo stesso per sé, mi alzai così come stavamo, la presi in braccio mentre mi baciava il collo e prima la poggiai al muro spingendo fortissimo e lei fece una specie di gemito sospirato, poi la portai in camera sua, dove ricordavo bene che aveva il letto ad una piazza e mezza, la stesi e le sfilai di corsa i jeans e spostai il perizoma e iniziai a leccarle la figa liscia e morbida prima piano e poi velocemente scopandola con due dita, lei gemeva e si stimolava i capezzoli già durissimi, io lasciai la figa e iniziai a leccarle i capezzoli e a stringere le tette fra loro mentre lei cercava di sfilarmi il jeans, le risparmiai la fatica sfilandomelo e dando una prima botta decisa in figa, lei emise un gemito di piacere e io continuai,sempre più velocemente mente stringevo e leccavo le tette e lei mi spingeva la testa dopo un paio di minuti mi sfilati dalla figa e lei si mise seduta sul letto ciucciando velocissima poi si piazzò il cazzone durissimo e caldo fra le tette e cominciò a fare una spagnola stavo quasi per venire e l’avvertii lei si girò a pecora e se lo fece piazzare nel culo e io lo feci senza pietà e lei non urlò di dolore, ma di piacere e la cosa mi fece impazzire, così da farmi venire nel suo culo. Trombammo per un paio d’orette e io per riprendermi le ciucciavo la figa e la cosa non dispiacque affatto a nessuno dei due. Signore dio, ti ringrazio di tutto questo, amen.

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