Su per le antiche scale ….
Inviato da Devil
Su per le antiche scale ….
Domenica pomeriggio siamo andati, con mio marito Ettore, a visitare il castello di Malpaga: faceva un gran caldo e mi sono messa una mini leggera ed un top bianco.
Quest’anno non sono ancora riuscita a prendere un po’ di tintarella e sfoggio le mie cosce lunghe, affusolate ma … inesorabilmente bianche (comunque, mi dicono che l’effetto sugli uomini che mi vedono in minigonna è ugualmente molto … sentito).
Non ero mai stata prima al castello quindi non sapevo che avrei dovuto salire su una scala ripida e lunga, altrimenti non avrei certo messo una minigonna così corta e “svolazzante”.
Mentre salivo mi sono voltata ed ho visto una piccola folla di maschietti con il naso all’insù che seguivano la mia ascesa (con evidente disappunto e relativo sguardo incazzato di qualche moglie o fidanzata lì presente): senza dubbio, da sotto si vedeva assolutamente tutto (cosce, culo e mutandine nere, il tutto esaltato dalle scarpe con il tacco)!
Quando siamo tornati a casa, l’ho detto a Ettore:
“Potevi dirmelo che c’erano scale così ripide da salire, non avrei messo la minigonna”, lo apostrofai.
“Perché, ti ha dato fastidio? In fondo, con il caldo che c’è, almeno hai preso aria, con i pantaloni avresti sudato un casino”.
“Ma non capisci, stupido???” lo ripresi “ Mentre salivo mi sono voltata e c’erano un bel po’ di omini che mi guardavano da sotto; hai un’idea di cosa stessero vedendo?”
“Eh si, li ho notati anch’io” fece lui.
Trasalii: “Beh, non mi dire che sei uno di quei porconi che si eccitano quando la moglie viene guardata dagli altri ? Ma lo sai che a qualcuno di quelli gli sarà venuto il cazzo duro? E, magari, poi si è anche masturbato nei bagni del castello, giusto per festeggiare la cosa pensando a … tua moglie!” provai a stuzzicarlo.
“In effetti, l’idea che altri uomini si eccitino guardandoti non mi dispiace poi molto” fece il maialone, “certo, la cosa potrebbe anche diventare più “complessa da gestire” …”
“Su questo hai ragione”, provai ad assecondarlo per capire fin dove si spingesse la sua fantasia “Certo che tra il caldo e lo spettacolo di me che salivo sculettando con le cosce ed il culo bene in vista, a qualcuno potevano anche venire in mente strani pensieri”.
“Tipo …?” mi fece lui, con un tono della serie “dai, continua ….”
“Tipo …” ripresi io, facendo una voce bassa e maliziosa, da porcellina “… tipo che magari in quattro o cinque erano capaci di salire anche loro sulla scala e di venirci dietro. Sai, là sopra, nelle sale, non c’è sorveglianza, i muri sono spessi e se gridi non ti sente nessuno: ci avrebbero messo poco ad immobilizzarti e a prendermi”.
“Ah, e poi …???”
“E poi … cosa pensi che avrebbero fatto a me … o anche a te … cinque uomini eccitati; e tu non avresti potuto fare nulla per difendermi, solo stare a guardare ….”.
“Secondo me, se ti prendevano ti facevano la festa”
“Questo è sicuro”, feci io con un finto tono serio “Già me li immagino che mi sbattono su uno di quei letti delle camere medievali, mi sfilano le scarpe, mi tolgono la gonna e il top e mi levano le mutandine ed il reggiseno. Mi sa che si sarebbero subito spogliati anche loro per liberare i cazzi in tiro; già erano arrapati prima, figurati ora che mi vedevano completamente nuda sul letto, in loro totale potere …”.
“Già, e a me che avrebbero fatto?”
“Secondo me, ti avrebbero immobilizzato e spogliato, toccato il culo, strizzato un po’ i coglioni e palpato per bene il cazzo per fartelo diventare duro; magari ti avrebbero anche tirato indietro il prepuzio per scoprire la cappella, anzi mi immagino uno che ti prende la pelle che copre la punta del cazzo con il pollice e l’indice e piano piano te la tira indietro tenendola ben tirata, giusto per farti arrapare mentre, magari, un altro ti palpa il culetto. Quando si accorgono che sei bene in tiro, ti legano lì, davanti al letto, a guardare cosa mi fanno …”.
“Cazzo, che storia” mi fece il maialino, tirandosi giù i calzoni; aveva il cazzo durissimo e glielo presi in mano, cominciando a massaggiarlo su e giù molto lentamente e delicatamente; non volevo farlo venire subito, meglio proseguire il racconto per eccitarlo al massimo …
“E non pensi a me ? Cinque maschi arrapati con una gran figa come me tra le mani, nuda, nessuno che li possa fermare, ed il mio uomo legato lì davanti, nudo anche lui, palpeggiato, umiliato ma … visibilmente arrapato e con il cazzo che gli tira … Di sicuro mi avrebbero fatto di tutto, giusto per dimostrare che potevano farmi quel che volevano e per darti una bella lezione.
Immagino che mi avrebbero palpata ed accarezzata a lungo su tutto il corpo, sicuramente si sarebbero soffermati sulle cosce che li avevano fatti eccitare mentre salivo la scala e mi avrebbero abbondantemente palpeggiato il culo, poi, ormai eccitatissimi, a turno mi avrebbero infilato il cazzo in bocca, obbligandomi a leccarglieli e a spompinarli; avrei dovuto prendergli in bocca anche i coglioni, leccare bene le aste e farli scappellare … Qualche porco mi avrebbe costretto a leccargli anche il culo e, per farti un affronto, sono sicura che avrebbero cominciato a masturbarmi la cosina, insistendo delicatamente con le dita sulla clitoride e sui capezzoli per farmi eccitare; ecco, penso proprio che mi avrebbero “obbligata” ad eccitarmi, per farti sentire il mio ansimare da infoiata e dimostrarti che stavo godendo con loro.
Poi mi avrebbero penetrata, cinque lunghe scopate, una dietro l’altra, con te lì davanti a guardare tutto: i cazzi che mi entravano nella figa, le pompate ed i loro glutei che andavano sue giù, su e giù, spingendo dentro il cazzo fino ai coglioni e poi tirandolo fuori per ricominciare di nuovo …”
“A questo punto, mi sa che sarei stato sul punto di venire anch’io …” confessò il porco.
“Eh, ma non così in fretta, caro mio; te l’ho detto che volevano darti una bella lezione ..
Secondo me, in tuo onore, mi avrebbero rovesciata sul letto e si sarebbero dedicati al mio culo”.
Ho un culo meraviglioso, me lo dicono tutti, sodo, rotondo e “importante”, troneggia sopra le mie cosce ed anche in ufficio, ogni tanto, qualche collega scherza e mi sfiora …
“Scommetto che, dopo averlo palpeggiato a lungo, me l’avrebbero insalivato per bene, poi uno alla volta mi avrebbero puntato il cazzone duro e lungo in mezzo alle chiappe e l’avrebbero spinto dentro il buco. Cinque inculate, una dietro l’altra, prima facendo piano piano per allargare l’ano poi scopandomi più decisamente per eccitarsi e godere (e farmi eccitare e godere …) e, da ultimo, ciascuno che mi lascia dentro il suo ricordino di sborra.”
“Beh, ora basta … che potrebbero farti ancora ?” disse Ettore con voce increspata; era da un po’ che lo tenevo sulla corda e quando mi accorgevo che il suo cazzo pulsava di più e stava per venire rallentavo il movimento della mano ed allentavo la presa, per prolungare il piacere: volevo sfiancarlo, quel maialino che si eccitava a sentire questi racconti su sua moglie …
“Eh no, mio caro. Ora sarebbe toccata a te. Ti avrebbero portato sul letto e costretto a leccarmi tutta: i piedi, le cosce, il culo e la figa, per farti sentire il sapore della loro sborra sulla mia pelle.
Poi ti avrebbero fatto stendere sul letto, di fianco e me e a pancia in giù, con il culetto all’aria e …. ti avrebbero riservato lo stesso trattamento già fatto alla tua adorata mogliettina: una bella insalivata al buco del culo e poi ti avrebbero sodomizzato, mentre io avrei dovuto “mungerti” infilandoti una mano sotto la pancia e stringendoti le palle per aumentare lo sborrata.”
“Ma … pensi che mi avrebbero inculato tutti e cinque?”
“No, credo che due o tre ti avrebbero fatto il culetto mentre gli altri si sarebbero divertiti a giocherellare con il tuo cazzo e con i testicoli, palpandoli e masturbandoti; magari qualcuno di quei porconi ti avrebbe anche leccato il cazzo e lo avrebbe preso in bocca per assaggiarlo.”
“E … poi?” fece il mio maritino-maiale, ormai con un filo di voce.
“E poi ti avrebbero “finito”, mio caro: steso sul letto, con un cazzo in culo, uno infilato in bocca (e non dirmi che non l’avresti spompinato per bene, gustandoti la trasgressività e la libidine di un cazzo in erezione infilato tra le tue labbra, la durezza della cappella gonfia …) ed io costretta a masturbarti mentre uno di loro riprendeva ad incularmi proprio a pochi centimetri da te, così che non ci dimenticassimo mai più la scena; alla fine, uno di loro ti avrebbe afferrato il pisello bello duro, togliendomelo di mano, e ti avrebbe segato per bene la cappella facendoti sborrare”.
Gli spinsi delicatamente un dito nel culo e strinsi più forte il glande accelerando un po’ il movimento della mano: godeva come un maiale e venne con un fiotto di sborra potente e caldo.
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